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Smart Working o Smart Living?

Smart Working o Smart Living?

05-03-2020PostSMART WORKING

Questa è la domanda che ci siamo posti come professionisti dello Smart Working.

Si parla tanto in questo momento dei benefici dello Smart Working, ora che più che un miglioramento è divenuto la risposta a un bisogno, quello di andare avanti.

Un bisogno che sarà sempre più cogente.

Quando come consulenti  invitavamo gli imprenditori e gli HR a riflettere sull’importanza di essere proattivi nel valutare la modalità di lavoro agile, alcuni si sono trasformati in mulini a vento sfruttando il vento del cambiamento, altri hanno chiuso la porta. E ora arrivano le telefonate… reattive. Meglio tardi che mai.

Immaginiamo che tutti conoscano i pilastri  dello Smart Working: tecnologia, ambiente di lavoro, comportamenti e che l’azienda sia illuminata dal fuoco sacro della fiducia bilaterale.

Diamo per scontate le conoscenze sui benefici lato azienda e lato lavoratore che solo brevemente riepiloghiamo. Tutti partono dal vero,motivante e ispirazionale miglioramento del work life balance e poi atterriamo sul contenimento dei costi, mettendo i piedi per terra.

Molti pensavano che come si lavorava in azienda si sarebbe potuto lavorare da casa grazie alla tecnologia abilitante. Attenzione è più complesso di come appare.

Ricordiamoci che la struttura modifica i comportamenti.

Pretendere che i capi sappiano indirizzare e governare il lavoro nella modalità agile (che aumenterà sempre più come diffusione spaziale e estensione temporale) senza averli coinvolti in un allineamento di competenze e obiettivi rischia di essere pericoloso. Pretendere che la buona volontà dei workers, visto che sono ormai tutti social, sia la risorsa da cui attingere la capacità di problem solving rischia di essere pericoloso.

Perché i comportamenti vengono “smistati” tra azienda e altro luogo di lavoro che sempre più spesso si chiama salotto, tavolo della cucina, scrivania nella cameretta del bambino quando è a scuola. Altro che immagine olistica che nell’immaginario si traduce in quella bella persona che, vestita di bianco, lavora al computer in un giardino zen mentre sorseggia il caffè con una tazza rigorosamente patinata. Qui si lavora sul serio e lo stress rischia di autoamplificarsi se oltre al carico del “cosa” lavoro ci metto anche un “come” lavoro non strutturato.

L’aumento della produttività del 15%, tanto blasonata, arriva in aziende di grandi dimensioni con percorsi di comunicazione e formazione che ben abilitano i nuovi comportamenti organizzativi.

Ricordiamo che siamo un paese dove la PMI rappresenta il 92% delle aziende che muovono l’82% della forza lavoro complessiva.

Ditte individuali, studi professionali, micro, piccole e medie imprese che, se cambiano, lo fanno spesso per bisogno non per opportunità.

Quindi oltre ad un’adeguata e rapida analisi sul cambiamento verso lo Smart Working serve lavorare sulle tre linee che hanno, da letteratura, diversi tempi di sviluppo:

  1. Obiettivi chiari ben comunicati (tempo rapido),
  2. Adeguamento struttura (tempo medio),
  3. Sostegno al cambiamento (tempo lungo).

Ma non c’è tempo!?!? 

Vero. Proponiamo la nostra soluzione, che è frutto di anni di esperienza:

  1. Gli obiettivi devono essere di tipo strategico, non operativo altrimenti si allungano i tempi: qui vi aiutiamo con la consulenza e la facilitazione grazie alla nostra esperienza.
  2. L’adeguamento della struttura deve essere anch’esso rapido: qui vi aiutiamo con il gestionale web ValOre della Wikilavoro.com che crea un ambiente di lavoro costante e trasversale (“ufficio”/“casa”/“coworking” ecc) dove poter lavorare, strutturando la collaboration o l’office automation: in ValOre condividi la performance allineando i comportamenti ovunque e monitorando prestazioni e carichi di lavoro con stati di avanzamento lavoro in tempo reale.
  3. Sostegno al cambiamento: lungo?… deve essere immediato, prima che alcuni atteggiamenti lavorativi divengano abitudini, un boomerang che aumenterà di peso quando incrementerà il bisogno e l’utilizzo dello Smart Working. Come? Con la formazione e l’assistenza in help desk di Professional Organizer e Coach per non lasciare capi e lavoratori da soli in mezzo al guado.

Questa è un’azione responsabile per la vita delle Persone (Smart Living) e sostenibile per il governo del cambiamento dell’Azienda (Smart Working). Otterremo una sana Performance lavorativa nel pieno rispetto delle Potenzialità agite riducendo al minimo le interferenze.

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